Data 05-05-2010
Oggetto Formazione, aggiornamento, marketing : le parole chiave per la prospettiva delle tintolavanderie aderenti alla CNA .
Migliaia di imprese che attualmente operano nel settore, sono fortemente preoccupate per il loro presente, ma soprattutto per il futuro, ed essendo prevalentemente aziende di tipo familiare la preoccupazione si estende al destino di migliaia di famiglie che hanno investito e rischiato in proprio in tale attività imprenditoriale. In questo settore l'innovazione da una parte, e dall'altra il cambiamento evidente della quantità e della qualità della domanda espressa dai clienti di queste aziende (soprattutto quelle di tipo "tradizionale"), spingono in maniera decisiva le imprese ad adeguarsi e qualificarsi, pena il rischio di uscire dal mercato.

E’ la Presidente provinciale delle tintolavanderie della CNA Luigia Ballarin che ha coordinato la presenza della delegazione polesana al congresso internazionale svoltosi a Firenze.

Gli interventi che si sono succeduti nel corso del seminario – afferma la Presidente Ballarin - hanno sottolineato l’importanza della ricerca settoriale messa in atto il cui obiettivo è stato quello di individuare gli ingredienti necessari al fine di definire una tintolavanderia efficace nel raggiungimento dei propri obiettivi economici ed efficiente nell'ottimizzare i rapporti con tutti gli attori della filiera, in primis con i consumatori ed il territorio circostante.

Queste valutazioni hanno portato CNA Tintolavanderie continua Luigia Ballarin al confronto Internazionale con i maggiori esponenti del settore della detergenza tessile in collaborazione con il CINET (Comitato Internazionale per la Manutenzione Tessile) il quale da anni si occupa delle problematiche di questo settore a livello mondiale ed è l'unico interlocutore con il Parlamento Europeo.

Il settore risente di vari fattori di cambiamento in atto come il processo di qualificazione (parco macchine e capitale umano) , il cambiamento delle abitudini dei clienti(orari di lavoro, più single), il valore degli abiti che è cambiato (si cambiano prima che si deteriorino), a cui va aggiunta, prosegue Ballarin , la congiuntura economica che aggrava la situazione finanziaria delle tintolavanderie. Diventa d’obbligo instaurare un dialogo con i consumatori per operare in un clima di trasparenza e qualità. Riuscire dialogare inoltre con i produttori della moda: conoscere in anticipo i tessuti facilita il nostro lavoro ma è anche un vantaggio per i produttori e per il nostro cliente.

Ma contrastare le negatività vuol dire che anche da parte nostra ci si deve attrezzare per offrire servizi aggiuntivi e soprattutto dare valore alla nostra professione spingendo affinchè si dia il via alla legge 84/2006 ai suoi percorsi formativi per definire la figura del responsabile tecnico.

Anche il confronto europeo diventa necessario per definire una regolamentazione “europea” che stabilisca le regole della manutenzione affinchè si possano raggiungere quegli obiettivi che sono in primis un igiene sicuro, la salvaguardia dell’ambiente, una certificazione standard della qualità del lavaggio e non ultime garanzie ai consumatori, in una parola raggiungere una qualificazione del settore.

Nel corso del seminario – sottolinea la Presidente delle tintolavanderie della CNA di Rovigo – è emerso che sulla percentuale degli errori commessi dalle tintolavanderie, almeno il 70% sono da imputare ad una etichettatura errata e un 30% ad una manutenzione errata.

 
Cna Ass. Prov. di Rovigo