Data 05-07-2010
Oggetto La situazione economica richiede , per la CNA , una manovra strutturale , che intervenga sulle riforme per ridare slancio al sistema economico.
Una manovra insufficiente , senza crescita e non strutturale : è questo il giudizio della CNA rispetto alla manovra finanziaria presentata dal Governo.
Di fronte ad una crisi così pesante - spiega il Presidente provinciale Alessia Zaninello - i cui effetti stanno gravando specialmente sulle fasce più deboli della società e dell'economia, viene emanata una manovra depressiva senza provvedimenti significativi per lo sviluppo e che punta a tagliare anche gli unici ed ultimi residui di una politica incentivante come gli stanziamenti per il Fondo Unico dell'Industria, che per il Veneto vorrebbe dire il venir meno di 52 milioni di euro l'anno di sostegni agli investimenti dell'artigianato e delle PMI e la probabile soppressione della detrazione del 55% per le eco-ristrutturazioni, nonostante dai dati forniti dall'Enea risulti un saldo positivo per le entrate dello Stato .
Ma la manovra è anche insufficiente - prosegue Alessia Zaninello - perché di fronte al pesante debito pubblico accumulato dall'Italia, che pesa sulle stesse possibilità di trovare risorse da destinare allo sviluppo, oltre che rappresentare un rischio per gli equilibri finanziari messi a dura prova dalla speculazione internazionale, i provvedimenti adottati non sembrano neppure sufficienti a raggiungere l'obiettivo prefissato di correzione dei conti pubblici, in particolare per le consistenti previsioni di entrate dalla lotta all'evasione, che, seppur auspicabile, resta molto aleatoria per lo meno nelle quantità, oltreché per le correzioni di spese ed entrate basate su previsioni difficili da rispettare o su iniziative una tantum.
Terzo elemento di giudizio: si tratta di una manovra non strutturale. Di fronte alla necessità di ridurre fortemente la spesa pubblica che continua ad aumentare e per molti aspetti non appare ancora sotto controllo , queste misure – dichiara il Presidente provinciale di CNA - rischiano di penalizzare prevalentemente quella destinata ai servizi sociali/sanitari ed agli investimenti e non quella improduttiva o legata alle spese di funzionamento.
Inoltre, il taglio lineare dei trasferimenti agli Enti Locali, che si aggiunge ai vincoli di un patto di stabilità indifferenziato che si calcola abbia già determinato una contrazione degli investimenti degli enti locali pari al 60% , e ciò nel pieno della crisi economica, produrrà una ulteriore compressione degli investimenti in servizi ed infrastrutture, oltre ad un allungamento ancora più forte dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione ; il tutto senza alcun disegno di riorganizzazione complessiva di ciascuna macchina amministrativa, anzi, provocando una penalizzazione delle Istituzioni virtuose che colpisce le basi stesse della costruzione del federalismo.
Come CNA , evidenzia Alessia Zaninello , riteniamo necessario intervenire per riallineare i conti pubblici e mettere in "sicurezza il Paese", ma con una manovra che getti le basi per impostare una efficace azione strutturale di lungo periodo. Una manovra che al di là degli aggiustamenti congiunturali dei saldi porti il nostro Paese ad adottare riforme incisive e scelte coraggiose che vadano nella direzione di liberare le energie dell'economia e di abbassare la pressione fiscale per imprese e famiglie, spostandola sulle rendite e sui patrimoni.
Chiediamo – sottolinea il Presidente di CNA - al Governo ed alle forze politiche di produrre nel corso dell'esame parlamentare, uno sforzo di cambiamento radicale dell'impostazione della manovra, affinché essa sia solo un primo passo di un profondo impegno riformatore , mentre sollecitiamo le Istituzioni, anche quelle polesane , di cimentarsi decisamente sulla riduzione dei costi di funzionamento della macchina pubblica, eliminando e riducendo le ripetitività ricercando ai livelli superiori nuove dimensioni critiche che facciano diminuire i costi senza pregiudicare la qualità dei servizi.
È la crisi, la sua gravità - conclude il Presidente Zaninello - che impongono a tutti un cambio di passo, che rende inutili e, spesso, controproducenti, le misure di aggiustamento. Serve un cambiamento profondo nella situazione del nostro Paese, servono misure utili alla micro e piccola impresa diffusa, poiché solo così riusciranno ad essere efficaci al Paese. Serve un Paese più competitivo, che si libera dai vincoli burocratici, dalla pressione fiscale eccessiva e che punti sull'intelligenza delle persone, sulle loro capacità innovative, sulle loro idee creative e sul senso di comunità che solo territori ad alta e diffusa qualità sociale ed ambientale possono garantire.

5.7.2010

 
Cna Ass. Prov. di Rovigo