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13-05-2010 |
| Oggetto |
Qualifica di restauratore, si avvicina il termine del 30 giugno, ma i problemi rimangono aperti
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“Un rinvio che non risolve i problemi di fondo di una disciplina iniqua e discriminatoria”.
Questo è il giudizio espresso da Nadia Saccardin , Responsabile di CNA Artistico e Tradizionale sulla proroga al 30 giugno dei termini per la presentazione della domanda per il riconoscimento della qualifica di “restauratore” e “collaboratore restauratore”.
“Questo slittamento, prosegue Nadia Saccardin, deciso dal Ministero dei Beni Culturali lo scorso aprile proprio per la complessità della procedura di raccolta delle attestazioni necessarie, non sposta i termini del problema” . Gli stessi restauratori che anche dopo il 2001 sono stati impegnati in lavori commissionati dalle Soprintendenze, sulla base del rapporto fiduciario instaurato, anche quando la nuova legislazione imponeva controlli più stringenti, oggi non sono nelle condizioni di accedere al riconoscimento della qualifica.
A nulla serviranno inoltre i titoli conseguiti sulla base del decreto ministeriale 420 del 24 ottobre 2001 che concedeva , ricorda la Responsabile di CNA Artistico e Tradizionale , la qualifica di “restauratore di beni culturali” a coloro che avessero ottenuto una laurea specialistica in Scienze e tecnologie per la conservazione e il restauro del patrimonio storico artistico o un diploma presso le scuole di restauro statali. Medesima sorte per gli attestati professionali concessi dai corsi promossi dalle Regioni e finanziati attraverso il Fondo Sociale Europeo, con ulteriore vulnus ai poteri legislativi delle Regioni stesse.
Per questo CNA Artistico e Tradizionale – rimarca Nadia Saccardin - ha da tempo chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero dei Beni Culturali dove poter discutere su possibili modifiche alla normativa, e per sostenere le Istituzioni in un processo di qualificazione effettiva del settore. Questo finora non è avvenuto, obbligando la CNA e le altre Associazioni del settore ad imboccare la via dei ricorsi al TAR del Lazio per poter dimostrare le illegittimità anche gravi che la normativa presenta.
Il TAR del Lazio discuterà di questi ricorsi nei prossimi giorni ; “in attesa di questa sentenza – conclude Nadia Saccardin - continueremo a svolgere la nostra azione politica, auspicando di ottenere il necessario spazio di trattativa con il Ministero, più volte promesso in risposta alle innumerevoli interrogazioni parlamentari presentate da deputati e senatori di maggioranza e opposizione . Una revisione delle norme che a questo punto è divenuta improrogabile per il futuro professionale di migliaia di operatori del settore e per la salvaguardia del patrimonio artistico nazionale”.
11.5.2010
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Cna Ass. Prov. di Rovigo |
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