Data 24-06-2010
Oggetto Impegno della CNA affinché nella Finanziaria vengano ripristinati gli interventi a favore delle energie rinnovabili.
Siamo impegnati come CNA affinchè nella manovra finanziaria vengano rifinanziati gli sgravi fiscali per il risparmio energetico dando continuità alla detrazione del 55% per chi installa pannelli solari o installa nuovi infissi che altrimenti scadrà il 31 dicembre di quest’anno nonché venga rivista la norma relativa alla abolizione dell’obbligo di ritiro dei certificati verdi .
Lo afferma il Vice Presidente provinciale di CNA Monica Pavan la quale sottolinea che nel testo della legge finanziaria presentato dal Governo alle Camere , seppure con il parere negativo del ministro dell’Ambiente , non sono state proposte proroghe alla scadenza di fine 2010 penalizzando , di fatto, lo sviluppo delle energie rinnovabili ed importanti settori innovativi dell’economia.
Secondo i dati dell’Enea, prosegue il Vice Presidente CNA , nel 2007 sono stati realizzati in Italia 106mila interventi di riqualificazione energetica delle abitazioni, più che raddoppiati a 248mila nel 2008 e scesi a 236mila nel 2009 .
La manovra come decisa del Governo – commenta Monica Pavan - assesta un colpo anche alle energie rinnovabili e per questo l’emendamento predisposto dalla CNA è finalizzato alla proroga e darebbe continuità agli investimenti evitando una rottura della operatività consentendo, in linea con le norme europee , una riduzione delle emissioni e del consumo energetico.
L’altro emendamento è relativo alla modifica dell’articolo 45 della Finanziaria , sottolinea il Vice Presidente di CNA , con cui si elimina l’obbligo per lo Stato di ritirare i certificati verdi in eccesso alle aziende che producono energia da fonti rinnovabili. L’effetto del provvedimento che abolisce il ritiro da parte del Gestore dei servizi energetici (Gse) dei certificati verdi in eccesso sarebbe di farne crollare il prezzo, limitando il ritorno degli investimenti già realizzati e di quelli programmati.
La norma potrebbe causare ricadute pesanti sull'occupazione e sugli obblighi dell'Italia con l'Unione europea: il nostro Paese, infatti, deve raggiungere con le rinnovabili il 17% di produzione da fonti pulite rispetto ai consumi, e se questo obiettivo non verrà conseguito dovrà pagare multe e importare energia dall’estero.
Queste decisioni sono particolarmente negative per le prospettive dello sviluppo della green economy nel nostro Paese – conclude Monica Pavan . Il risparmio e il miglioramento energetico degli edifici ha dato, in un momento così difficile, una boccata d’ossigeno a molte piccole e medie imprese, a molti artigiani. Inoltre in materia di fisco ed evasione si è dimostrato, con la detrazione del 55%, che è conveniente richiedere la fattura. E questo in una logica di riforma fiscale che deve rendere conveniente fatturare e successivamente portare in detrazione .
24.6.2010

 
Cna Ass. Prov. di Rovigo